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Mondiale U16: un bronzo che vale oro per una grande lezione di umanità
Riportiamo il resoconto particolarmente sentito sulla trasferta del paintball azzurro in terra francese… Ci sono storie sportive in cui il risultato sul tabellone diventa improvvisamente secondario di fronte alla grandezza degli uomini che scendono in campo. A Dreux, in Francia, la nazionale italiana Under 16 di Paintball non ha solo conquistato uno storico bronzo mondiale, ma ha ricordato a tutti un principio fondamentale, troppo spesso dimenticato nello sport moderno: il valore di un’azione si misura dal suo impatto positivo sull'umanità e mai dal mero cinismo agonistico.
Quella che l’Italia accoglie al suo ritorno è una squadra di giovani campioni che sono diventati grandi prima del tempo. I 10 migliori talenti italiani di categoria (Under 16), selezionati per merito sportivo, hanno lottato come leoni, superando la Polonia nella finale per il terzo posto con un tiratissimo 3-2. Avrebbero meritato persino di giocarsi l'oro, sfumato solo nel tempo supplementare contro la Francia (4-3), che si è poi contesa il titolo contro la corazzata degli Stati Uniti.
Ma il capolavoro autentico, quello che rende questa spedizione memorabile e che trasforma la splendida medaglia di bronzo in un trionfo assoluto, è di un altro livello. Nella fase a gironi l’Italia si è trovata di fronte a una Svizzera decimata da problemi fisici, costretta a schierare un giocatore in meno. Laddove nazioni come Belgio e Stati Uniti avevano scelto la via più facile, approfittando spietatamente dell’inferiorità numerica avversaria, l'Italia del tecnico Manolo Cristofori ha fatto una scelta diversa. Ha scelto di costruire un ponte di solidarietà e di fair play, rinunciando al proprio vantaggio, scendendo in campo a sua volta con un uomo in meno e giocandosi la sfida alla pari per contendersi il passaggio del turno. I nostri ragazzi hanno vinto lo stesso, guadagnandosi i quarti di finale con onestà, sudore e un’eleganza morale rara.
E siccome i sogni si nutrono di cuori grandi, la storia speciale non si è fermata al fischio finale. Al momento della premiazione, l’organizzazione internazionale (UPBF) si è resa conto di non avere medaglie a sufficienza per tutti i membri della squadra. È in quell'istante che il capitano, Federico Cristofori, ha compiuto un gesto destinato a restare nella storia di questa disciplina. Si è sfilato dal collo quella medaglia tanto sudata, sognata e desiderata, per metterla al collo di un suo compagno di squadra rimasto senza. Un atto di puro altruismo, la consapevolezza che nessuno viene lasciato indietro, che il gruppo viene sempre prima dell’individuo.
È il trionfo del buonsenso sull'egoismo, premiato giustamente e con grande orgoglio dal Direttore dell’Identità e Performance, il modenese Ivan Golinelli (‘ Paintball Modena - Top Paintball ASD - NdR), che ha insignito Federico del premio “Barrell Tricolore 2026”, un riconoscimento di esemplarità umana e sportiva per chi sa incarnare valori eccezionali.
“Da Direttore dell'Identità e Performance sono fiero del percorso che tutti gli atleti azzurri hanno fatto questanno, dimostrando forte unione e grande senso di appartenenza”, ha commentato a caldo Golinelli. “Siamo saliti sul gradino del podio mondiale più basso, e sono certo che scaleremo anche i restanti. Abbiamo fame, voglia di affermarci e ciò che conta di più dai nostri ragazzi lo abbiamo già visto.
I gesti di fair-play sportivo ci caratterizzano, ci definiscono e ci rendono già campioni assoluti nella vita, il posto dove conta di più”.
Questo Bronzo Mondiale riempie di orgoglio le pagine della Federazione e del movimento italiano, dimostrando che c'è una generazione pronta a farsi valere non solo per la mira infallibile, ma anche e soprattutto per la propria onestà e grandezza d'animo.
Come urlerebbe un celebre telecronista prestato al mondo dei motori, “L'Italia del Paintball c'è!” e, oggi più che mai, è un'Italia bellissima per cui fare il tifo.







