Il Field Target (letteralmente "bersaglio da campo") è un'attività sportiva di tiro a segno di precisione su bersagli metallici abbattibili nata nel Regno Unito nei primi anni 80.

Da allora questa attività sportiva si è diffusa in tutto il mondo con un regolamento tecnico sportivo univoco e condiviso e la Federazione che riunisce le varie realtà nazionali (World Field Target Federation) rappresenta oltre 40 nazioni.

I bersagli metallici, peculiari di questi sport, tramite un semplice sistema di leve cadono colpendo una piccola zona circolare chiamata hit zone; vengono poi risollevati tramite un cordino di riattivazione.

Gli attrezzi sportivi sono costituiti da carabine ad aria compressa sviluppanti energia limitata a 16,3 J, corrispondente alla libera vendita in vigore nel Regno Unito dove questo sport è nato, in Italia, Germania ed Ungheria anche con carabine eroganti energia < 7,5 J, corrispondenti alla libera vendita in vigore in questi paesi.

Le gare si svolgono all'aperto in contesti naturali nel pieno rispetto dell'ambiente su percorsi che prevedono 25 piazzole di tiro con due bersagli per ogni piazzola posti a distanze variabili dai 9 ai 50 metri (dai 9 ai 35 per le carabine inferiori ai 7,5J) e sconosciute ai concorrenti.

Il percorso viene affrontato in gruppi da due o tre concorrenti che hanno a disposizione tre minuti di tempo ciascuno per ogni piazzola ed un solo ed unico tiro per ogni bersaglio: in questi tre minuti devono valutare le distanze per correggere la caduta, l'influenza che avrà il vento sul loro leggerissimo pallino (circa 1/2 grammo), determinare ed effettuare le opportune correzioni ed effettuare il tiro; se il bersaglio cade il concorrente guadagna un punto, se non cade è zero.

Sono previste tre posizioni di tiro, con almeno l'80% in posizione libera e la rimanente percentuale suddivisa tra posizione in piedi ed in ginocchio, col vincolo che in ognuna delle posizioni la carabina deve sempre e solo poggiare sul corpo del concorrente.

La variabilità del vento e delle distanze fa sì che il confronto più che tra i concorrenti stessi avvenga con le condizioni ambientali, stemperando così l'aspetto agonistico ed instaurando una sorta di solidarietà tra i concorrenti che favorisce quella condizione di "fair play" tipica di questo sport.

Per praticare il Field Target non serve una particolare forza fisica, ma piuttosto capacità di osservazione dell'ambiente circostante per captare quei segnali che possono far capire dove il vento spingerà il nostro pallino, capacità di concentrazione ed uno stato di benessere generale che favorisce il senso dell'equilibrio; questo fa sì che sia molto inclusivo ed aperto ad atleti di ogni genere ed età.

E' uno sport con costi di esercizio a regime molto bassi, il costo maggiore è costituito dall'acquisto iniziale dell'attrezzatura.

Per essere correttamente informati su questi aspetti, evitando così spese compulsive ed irrazionali, la cosa migliore è rivolgersi ad un'Associazione in cui questo sport viene praticato.

La disciplina del Field Target è inserita nello Statuto dalla Federazione Sportiva Nazionale FIDASC riconosciuta dal CONI che è affiliata a World Field Target Federation ed European Field Target Federation.

Fidasc coordina e promuove in vari modi la disciplina, forma ed accredita Direttori di Gara e Tecnici.